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Tarassaco: depura il fegato e non solo

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Tarassaco: depura il fegato e non solo

Messaggio Da Onda del Mare il Lun Ago 02, 2010 8:33 pm



Volgarmente il Tarassaco è chiamato anche Dente di leone, Soffione, Piscialetto, Ingrassaporci, Bofarella, Cicoria selvaggio e Cicoria burda. Questa pianta nei prati artificiali considerata un’ erbaccia fastidiosa, rappresenta un’ erba medicinale preziosa per l’ umanità sofferente. Fiorisce in aprile e maggio lungo tutti i viottoli, nei prati e nei capi erbosi, un tappeto giallo di fiori che ogni anno ritorna ad entusiasmarci. La pianta evita i luoghi troppo umidi. La distinguono due caratteristiche molto appariscenti: essa giova contro le colecistopatie e le epatopatie. Se ne raccolgono le foglie prima delle fioriture, le radici in primavera e e gli steli durante la fioritura. Tutta la pianta è medicinale.

E’ buona abitudine in primavera di portare tutta la pianta in tavola come insalata o di preparare per la cena un’ insalata mescolata con patate e uova sode. In Yugoslavia, nelle loro case di cura, oltre le altre insalate fresche, agli ospiti viene servita spesso a tavola un’ insalata di Tarassaco. I medici, specialisti, affermano che il Tarassaco ha un’ ottima influenza sul fegato. Oggi è risaputo che gli steli freschi, ove se ne mangiano da cinque a sei al giorno, portano rapido sollievo contro l’ epatite cronica (dolore acuto e pungente fin sotto la scapola destra). Giovano altresì contro il diabete. Sarebbe opportuno che i diabetici ne mangiassero fino a dieci gambi al giorno durante il periodo della fioritura. Si lavano gli steli con l’ infiorescenza ancora attaccata, la quale viene poi asportata, e infine si mangiano gli steli masticando lentamente. Lo stelo in un primo momento ha un sapore amarognolo, è croccante e succoso e si presenta al palato come una foglia di endivia. Persone sempre malaticcie che si sentono stanche e svogliate, dovrebbero fare quindici giorni di cura a base di freschi steli di Tarassaco. Saranno sorpresi dall’ eccellente effetto ottenuto.

Gli stessi aiutano anche contro altri disturbi. Liberano dal prurito della pelle, dal lichen semplice e dagli sfoghi, migliorano i succhi gastrici e depurano lo stomaco da ogni sorta di sostanze tossiche. Riescono a sciogliere i calcoli biliari e stimolano l’ attività del fegato e della colecisti. Oltre ai sali minerali, il Tarassaco contiene importanti principi medicinali e costituenti che sono utilissimi contro le malattie del ricambio. A causa della sua azione disintossicante sul sangue esso aiuta inoltre contro la gotta ed i reumatismi; i gonfiori delle ghiandole si riassorbono quando si riesce a seguire la cura degli steli freschi per tre o quattro settimane. Il Tarassaco porta a ottimi risultati anche nella cura dell’ itterizia e delle malattie della milza.
Le radici del Tarassaco, mangiate crude o sotto forma di tisana ricavata dopo l’ essiccazione hanno un’ effetto disoitissicante del sangue, aiutano la digestione e sono diuretiche, favoriscono la sudorazione e tonificano. Rendono fluido il sangue e sono considerate un ottimo rimedio contro la viscosità.
Tutti gli erbari riferiscono che le donne si servivano della tisana di foglie e radici come cosmetico. Con essa solevano lavarsi occhi e viso, sperando in tal modo di ottenere un viso pulito e puro.La pianta fa parte di quelli che non si riposano durante i mesi invernali e producono foglie anche durante i mesi freddi.
E’ buona abitudine ogni primavera, prepararsi uno sciroppo di fiori di Tarassaco, che ha un ottimo sapore e giova alla salute.
Questa preziosa pianta medicinale occupa un posto significativo nella medicina popolare. Purtroppo la maggior parte della genta la disprezza e vede in lei soltanto un’ erbaccia noiosa.

Modalità di preparazione

Tisana: Per una notte lasciar riposare un cucchiaino colo di Tarassaco in 1/4 di litro di acqua; il giorno appresso riscaldare il tutto fino all’ ebollizione e filtrarlo. Sorseggiare questo quantitativo una mezza ora prima e una mezza ora dopo la colazione.

Insalata: Prepararla di foglie e steli freschi e crudi.

Steli: Masticare lentamente e mangiare ogni giorno da 5 a 10 steli crudi e freschi.



  • Nome Comune :Tarassaco o Dente di leone.
  • Nome Botanico : Taraxacum officinale.
  • Famiglia : Asteraceae.
  • Descrizione pianta :




Pianta:
erbacea, alta sino a 40 cm..


Fusto:
da una radice dritta si sviluppa il fusto sotterraneo (rizoma) di forma cilindrica.


Fiori:
ciò che
sembra un'unica infiorescenza di un intenso colore giallo è un insieme
di circa duecento fiori. Le infiorescenze si aprono col sole e si
chiudono piove o è buio.


Foglie:
di forma lunga, lanceolata e profondamente dentate, fuoriescono numerose da una rosetta basale insieme agli steli dei fiori.


Frutti:
sono dotati di un lungo filamento terminante in un ciuffo di setole ramificate simili ad ombrelli. Tutti insieme compongono quelle palle pelose biancastre, i soffioni, caratteristiche del tarassaco, che vengono disperse dal vento disseminando i numerosi semi ovunque.

Radici:
a fittone, dritta.


  • Parte utilizzata :
    radice, foglie e fiori.
  • Fioritura :
    tutto l’anno.
  • Periodo di raccolta :
    la
    radice in febbraio, prima della fioritura, o in settembre-ottobre. Le foglie tra marzo e aprile. I fiori tra aprile e maggio.
  • Dove si trova :
    lo si trova ovunque nei prati, nei giardini, nei boschi, dal livello del mare fino ad un'altitudine di 3000 mt.
  • Come si conserva :
    xxxxx.
  • Principi attivi :
    alcoli triterpenici (tarasserolo), steroli, vitamine A,B,C,D, inulina, principi amari (tarassacina), sali minerali.
  • Attività principale :
    depurative, rinfrescanti, diuretiche, lassative, colagoghe (regolano a funzionalità del fegato).


  • Salute : Modalità d′uso - Utilizzo :


    uso interno :
    Per depurare l’organismo, stimolare la funzione del fegato, dei reni e dell’intestino.
    Decotto: 3 g del rizoma in 100 ml di acqua. Fino a tre – quattro tazze al giorno, a sorsi lontano dai pasti.
    Decotto: Mettete una manciata di radici di tarassaco tritate in
    1 litro d'acqua e fate bollire per mezz'ora, quindi filtrate. Addolcite con zucchero o miele a piacere.
    Decotto di tarassaco: mescolate 30 gr di tarassaco (pianta) e 30 gr di gramigna (rizoma).
    Dosate
    1 cucchiaio di composto e ponetelo a bollire per 7-8 minuti in 2,5 dl d’acqua bollente. Lasciate riposare per 10 minuti e filtrate spremendo bene le droghe.
    Come cura contro i calcoli alla bile consumatene 2 tazze al giorno, mattino e sera, lontano dai pasti per 15 giorni, quindi sospendete per 10 giorni e poi riprendete la cura.
    Tisana di tarassaco: 30 grammi di tarassaco, 30 grammi di bardana, 20 grammi di anice verde, 20 grammi di menta e 20 grammi liquirizia.
    Preparazione: mettete tre cucchiai della miscela di erbe in un litro d'acqua. Portate a bollore e spegnete. Lasciate riposare la tisana coperta per 20 minuti. Filtrate e bevetene quattro-cinque tazze durante il giorno. Fate la cura con questa tisana depurativa per almeno 15-20 giorni.

    uso esterno :
    il succo bianco come latte può essere usato come collirio oculare e contro le verruche.

    cosmesi :
    l’infuso dei fiori: applicazioni cosmetiche e come lozione per schiarire le efelidi (lentiggini).
    Il decotto di radice: usato come lozione per il viso ha proprietà tonificanti ripristinando il normale colorito della pelle del viso.
  • curiosità :
    in cucina :
    Le foglie più tenere del tarassaco possono essere mangiate in insalata da sole o assieme ad altre, alle quali conferisce un leggero gusto amaricante.
    Cotte (possono anche essere conservate in congelatore) si mangiano condite con olio e aceto o stufate in padella con lio e aglio. Si usano moltissimo nelle minestre come ingrediente principale e nelle frittate. I boccioli dei fiori non dischiusi e i bottoni che portano i nappi possono essere conservati in salamoia o sotto aceto per usarli a mò di capperi. Parte molto buona e poco conosciuta è la radice che, lessata e condita con olio di oliva, offre un piatto delizioso..

  • Avvertenze -
    controindicato in caso di infiammazione o occlusione delle vie biliari, nelle gastriti, ulcere e durate terapie con antiinfiammatori.
    Si sono riscontrate intossicazioni in bambini che hanno succhiato la tinta lattiginosa dai fusti fiorali



Fonti:
http://erboteca.altervista.org/piante_t/tarassaco_file/tarassaco.html
http://www.rimedionaturale.com/tarassaco/

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Re: Tarassaco: depura il fegato e non solo

Messaggio Da elsaflo il Lun Ago 02, 2010 8:38 pm

Molto interessante...tra l'altro è una piantina che si trova facilmente, io l'ho in giardino e ci faccio l'insalata per mio marito che ne va ghiotto, a me purtroppo non piace perchè è un pò amarognola...

elsaflo
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Re: Tarassaco: depura il fegato e non solo

Messaggio Da Onda del Mare il Lun Ago 02, 2010 8:46 pm

Si infatti è davvero interessante...oggi ho comprato delle pastiglie di Tarassaco...vi farò sapere a lungo termine se fanno effetto

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Re: Tarassaco: depura il fegato e non solo

Messaggio Da elsaflo il Lun Ago 02, 2010 8:55 pm

Se c'è anche in pastiglie, allora le provo!

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Re: Tarassaco: depura il fegato e non solo

Messaggio Da Onda del Mare il Lun Ago 02, 2010 9:03 pm

Si, esiste anche in gocce, ma le capsule sono più pratiche...in erboristeria ne vendono di tante qualità e marche

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